La paleopatologia si occupa dello studio delle malattie del passato esaminando i resti umani scheletrici o mummificati. Alcune malattie possono colpire il tessuto osseo sia come tessuto elettivo primario che secondario e possono essere di origine genetica ed ereditaria (nanismo, talassemia major ecc.), infettiva (tubercolosi, sifilide, lebbra, ecc.) e metabolica (rachitismo, scorbuto ecc.). Alcune di queste possono anche colpire il cavo orale e i denti. Attraverso lo studio delle lesioni che le malattie lasciano sullo scheletro è possibile fornire informazioni sullo stato di salute degli uomini del passato. Esso è il risultato della complessa interazione di fattori biologici e culturali (ambiente fisico, stato nutrizionale, condizioni igienico-sanitarie e socio-economiche, stile e qualità di vita, ecc.). Questi studi forniscono inoltre un importante contributo alla ricostruzione della storia delle malattie. Le fonti storiche e letterarie riflettono le conoscenze medico-scientifiche dell’epoca e spesso possono non essere complete e affidabili. Pertanto la testimonianza scheletrica diventa il documento diretto che permette di chiarire tempi e modalità di insorgenza e trasmissione della malattia, fornendo importanti informazioni sugli aspetti epidemiologici